sabato, dicembre 29, 2007

Bimbi siete pronti?...

Pubblicato da apprendistacuoca a 19:18 27 commenti












guardate qui...

Dolce inverno

Pubblicato da apprendistacuoca a 13:21 30 commenti

IMG_3452bis, inserito originariamente da *delizia*.

Ed ecco il mio dolce di Natale! La ricetta è ancora una volta sua, ormai per me è una garanzia! Suggerisco di consumare il dolce a fette sottili, soprattutto in questi giorni...sappiate che l'ingrediente principale è...il burro!

  • 120 g di cioccolato bianco
  • 250 ml di panna liquida
  • 110 g di burro
  • 175 g di zucchero
  • 3 uova
  • 225 g di farina
  • 2 cucchiaini di lievito


ripieno e copertura

  • 1 vasetto di lemon curd
  • 750 g di zucchero a velo
  • 300 g di burro


Fate scaldare il forno a 180°C e imburrate 2 stampi tondi da 23 cm di diametro(e avevo gli stampi da 26 e mi è venuta solo un po' più bassa del previsto...).
Fate scaldare la panna e versatela sul cioccolato ridotto in scaglie mescolando bene.
Sbattete il burro e lo zucchero per qualche minuto poi aggiungete un uovo alla volta, continuando a mescolare.
Alternate nel composto il cioccolato e la farina setacciata con il lievito.
Versate neio 2 stampi e infornate per 20-25 minuti.

Una volta freddi, tagliate a metà i 2 dischi in modo da avere 4 strati.
preparate la crema al burro sbattendo il burro con lo zucchero a velo e spalmate un terzo della crema sul primo strato. Distribuite sopra al burro un velo di crema al limone, sovrapponete il secondo strato , ripetete l'operazione. idem per il terzo strato.
Coprite con l'ultimo disco e stendete l'ultima parte di lemon curd, poi coprite tutto con la crema al burro, increspandola con i rebbi di una forchetta.

per gli alberelli: vi basterà disegnarli con il cioccolato fuso su un foglio di carta da forno e lasdciarli raffreddare in frigo!

mercoledì, dicembre 26, 2007

Auguri a tutti!

Pubblicato da apprendistacuoca a 18:05 21 commenti
A presto... con qualche ricetta!

martedì, dicembre 18, 2007

Heylà!

Pubblicato da apprendistacuoca a 00:44 27 commenti
Salve a tutti!
vi ringrazio per i vostri numerosi commenti qui sotto, perdonate il mio silenzio! Mi trovo in condizioni del tutto nuove...nuovi ritmi...niente internet...ma sto bene!
Ho lasciato in sospeso la mia produttività culinaria sul blog come nella vita, ma per fortuna il natale è alle porte e avrà modo di sfogarmi!
Comincio subito con la cena di stasera:
Spaghetti e polpette...vi ricorda qualcosa?

ingredienti:
polpette della nonna (I'm sorry, la sua ricetta è segreta! sappiate che ci mette carni bianche lessate e e salumi...divine!)
passata di pomodoro
un bicchiere di vino
un cucchiaio di burro
alloro
spaghetti
Bè sì, sono piuttosto elementari: fate scaldare il burro con l'alloro, fatevi rosolare le polpette legermente infarinate, sfumate con il vino. Aggiungete la salsa, completate la cottura e il gioco è fatto!
Certo che su una bella tovaglia a quadri binachi e rossi fanno la loro bella figura!

A prestissimo...spero!

martedì, novembre 13, 2007

Macarons - parte I

Pubblicato da apprendistacuoca a 14:45 62 commenti
Ce l'ho fattaaaa!!!!!!!
Mi sono venuti! Mi sono venuti! Mi sono venutiiiiiii!!!!!!!!
Innanzitutto devo ringraziare la mia miglior...ehm, nemica Adrenalina, che durante una delle noster chiaccherate elettroniche durante la nostra sfida mi ha passato la ricetta. In francese prima, in italiano macaronico (suvvia, concedetemi la battutaccia...) tradotto con bebelfish poi.
Adre, sei stata eccezionale!

Ora, siccome mi sono divertita un sacco con la traduzione farlocca faccio un bel copi&incolla. laddove è necessario un chiarimento interverrò con un colore diverso... buona lettura!

Li occorrono per una quarantina di piccoli maccheroni (!) (circa)
  • 2 vuoti , cioè bianchi di uova (70-80 gr.)
  • 150 grammo di zucchero gela, cioè a velo
  • 100 gr. di polvere di mandorle
  • Un cucchiaio a minestra di zucchero in polvere, cioè normale...
  • Alcune gocce di succo di limone
  • 6 gocce di colorante alimentare (facoltativo) ecco, questo è un punto debole della ricetta... i miei avrei voluto farli rosa. ci ho messo ben 18 gocce di colorante, ma il risulktato ancora non mi soddisfa...
Con un filtro, cioè un setaccio fine, filtrate i 100 gr. di polvere di mandorle in un'insalatiera (bè, dai, una ciotolona...), gettate i piccoli pezzi di mandorle o di pelle di mandorle che restano in fondo al filtro. Potete utilizzare spolverizza di mandorla bianca (senza la pelle) o "grigia" (con la pelle), Ë una questione del gusto e d'aspetto del maccherone. A mio parere, la spolverizza di mandorle "grigia" a pi˘ gusto, ma non rende molto bene con maccheroni di colore chiaro (natura, verde, gialla, rosa, ecc....). Questo capolavoro di frase la lascio così com'è, che tanto si capisce... C'è da dire che in italia non si trova tutta sta varietà di farine di mandorle, no?

Nella stessa insalatiera (aridaje!) , filtrate i 150 gr. di zucchero gela, che abbiamo chiarito essere zucchero a velo. Questi tamisages (=passaggi?) (e quello che segue) hanno lo scopo di ottenere un miscuglio di polvere fine di mandorle e di zucchero gela, senza piccoli pezzi agglomerati.

Mescolate in seguito mandorle e zucchero ghiaccio (ma non lo chiamava "gela"???) con una forchetta, per evitare di rifare piccoli pezzi agglomerati.

Mettere i 2 vuoti (sì, i bianchi) di uova, alcune gocce di succo di limone, e le 6 (18 o più...) gocce di colorante in un'insalatiera. Il succo di limone è là, con la sua acidità, per impedire ai vuoti di uova "di granulare" (fare piccoli grani), cosa che può arrivare soprattutto con vuoti molto freschi. Chiaro, no?

Frustate (che violenza! credo volesse dire "frullate"...) ad alta velocit‡.

A metà strada, quando i vuoti hanno questa (quale? forse sarebe meglio dire "già una certa") struttura, aggiungete il cucchiaio di zucchero in polvere, e continuate a frustare fino a che i vuoti (infine... i vuoti colorati) siano abbastanza fermi come sulla fotografia di destra. (cfr link sulla parola "francese" nel mio cappello a questo post)

Filtrate (Io mi sono stufata di setacciare, quindi ho semplicemente versato) sui vuoti montati il miscuglio zucchera ghiaccio e polvere di mandorle

Inclinate un po'l'insalatiera, e, con Maryse o un spatule (Maryse Ë meglio molto), mescolate delicatamente l'insieme, girando piuttosto dall'alto in basso che classicamente (nel senso degli aghi di una mostrare). Visto che si capisce (a parte forse il senso degli aghi di un mostrare...)non aggiungo altro...

» il primo punto delicato: non occorre male lavorare la pasta, lo scopo non Ë di ottenere un miscuglio leggero (come per una schiuma ad esempio), ma qualcosa un po'di coulant e luminosit‡. Bè ,si capisce. l'impasto deve essere fluido e lucido, piuttosto che spumoso.

Con una tasca a busta, ovvero una sac-a-poche (in caso contrario al cucchiaio a caffè ma è molto più difficile), su uno strato di silicone, o di carta cottura, formate piccoli mucchi di miscuglio quasi grandi come una parte di 2? (????? mi sono regolata a occhio, che ci devo fare?). Lasciate un intervallo ragionevole (anche qui, vi converra fare affidamento alla vostra intelligenza!) tra ogni mucchio, poichè hanno tendenza a dispiegarsi un po'.

Dattilografate (traduzione affascinante... credo però voglia dire "sbattete") in seguito un po', la targa, cioè la teglia pianamente (= piano+delicatamente) sul piano di lavoro per dispiegare i mucchi, e renderli ben lisci (eliminare la piccola punta dovuta al dressage alla tasca a busta). Vedete sulle fotografie "di" e "dopo" avere dattilografato la targa. Non fa una grinza...

Lasciate a temperatura ambiente durante (per) 30 minuti ad un'ora, "fare cro˚ter" i mucchi.
il secondo punto delicato: questo tempo di "cro˚tage" Ë importante per ottenere maccheroni che siano convessi, e che non scoppiano alla cottura. Fidatevi, è davvero un passagio importante, nonostante il termine sia intraducibile...

In seguito preriscaldate il forno a 160°C, quindi caricate per 12 minuti di cottura. Tornate (girate) la targa a metà-cottura. Lasciate completamente raffreddarsi prima di decollare (hi hi! scollare, staccare, disincollare, forse...ma decollare direi proprio di no!) i maccheroni, che porrete su una griglia in attesa.
il 3° punto delicato: Non occorre soprattutto troppo cucinare i maccheroni che devono restare moelleux. Sorvegliate il colore, se li avete colorati, devono restare in questo colore e soprattutto non brunire.

Disporte i maccheroni appairant, cioè mettendo insieme "su" ed un "fondo" che siano quasi dello stesso diametro. In seguito porte "su" e "fondo" uno a quotato dell'altro. What???

Osservazioni: Questo reddito (ricetta...) può declinarsi all'infini con una guarnizione, e/o un colore, diverso ogni volta. Per i frutti ad esempio, seguendo il principio del reddito potete provare: albicocche, limone verde, ribes nero (hmmm!), fragole, ecc.... su questa pagina troverete alcune idee. Penso comunque che i maccheroni siano realmente migliori quando la loro guarnizione è poco acidula, al gusto di frutta, cosa che contrasta sinceramente con il loro gusto naturalmente molto zuccherato. Se incontrate problemi, ecco alcuni errori che fanno tutti i principianti (ed io il primo).

* Non filtrare mandorle e zucchero ghiaccio = maccheroni con bolle, "palle" di mandorle o di zucchero.
* Non bene non mescolare vuoti d'uovo e polveri fino "un po'al coulant e luminosità" = maccheroni irregolari, dolci alle mandorle piuttosto che maccherone
* Non attendere i 30 minuti di "cro˚tage" = maccheroni screpolati, non abbastanza gonfiati, non abbastanza convessi
* Non fare cucinare abbastanza = maccheroni morbidi, impossibile o quasi decollare della targa
* Troppo fare cucinare = maccheroni secchi
* Provare a decollare i maccheroni dello strato prima che siano completamente raffreddati = i maccheroni si rompono, si scompongono o si tagliano in due

Io poi li ho farciti con una ganache di cioccolato bianco (100 g di cioccolato bianco in scaglie su cui ho versato 100 ml di panna, fatta scaldare con qualche rosellina secca. mescolare, far raffreddare e montare con una frusta), e con con la stessa ganache mescolata con qualche cucchiaio di confettura di lamponi. Una sorta di piccolo e ancora timidissimo Isphan...

(as)saggio di eleganza

Pubblicato da apprendistacuoca a 14:03 24 commenti
Eccoli qui i primi biscotti con le mie nuove formine!
Devo dire che non sono così soddisfatta del risultato... la scarpetta era trooooppo dolce con tutta quella glassa, stucchevole direi! mi sa che la prossima volta userò solo cioccolato bianco e nero, oppure la pasta di mandorle colorata.
Però i miei stampini mi piacciono un sacco!!!

giovedì, novembre 08, 2007

La ricetta in gara

Pubblicato da apprendistacuoca a 19:36 26 commenti
Risotto al profumo di erbe con mela verde, formaggio di capra e pesto bianco di pinoli
...ovvero la mia ricetta per iron blog!
Per 4 persone:
il risotto:
370 g di riso carnaroli
1 l di brodo di verdure
mezza cipolla dorata
1 bicchiere di vino bianco secco
40 g di burro
4 cucchiai di parmigiano grattuggiato
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
3 ciuffetti di rosmarino
3 ciuffetti di timo
sale & pepe

Preparate il soffritto in una casseruola bassa (o in una risottiera in rame...) con olio e cipolla, levare la cipolla dalla casseruola, lasciando solo l’olio sul fondo.
Fate tostare il riso per 2 minuti nell’olio del soffritto, sfumate con il vino e laciate evaporare.
Continuate la cottura con il brodo, aggiungendo un mestolo alla volta e mescolando di tanto in tanto...che tanto non è polenta! (come dice sempre mia nonna...). In tutto ci vorrano 12-13 minuti.
Spegnete il fuoco e procedete per la mantecatura: aggiungete burro, parmigiano, erbe tritate e - voi che potete...in casa mia ci sono impedimenti a riguardo...- la cipolla del soffritto. Regolate di sale e pepe.
Rivestite la placca da forno con carta oleata e versatevi il risotto, stendendolo delicatamente in uno strato uniforme dello spessore di circa 1 centimetro. Tenete coperto con della carta oleata e lasciatelo raffreddare.

Il pesto bianco:
60 g di pinoli
3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino scarso di olio all’aglio

Pestate i pinoli ed unite il resto degli ingredienti.
L’olio all’aglio altro non è che olio in cui vive da qualche giorno qualche spicchio d’aglio...

Le mele e il formaggio:
4 mele granny smith
zucchero
Affettate il formaggio in rondelle spesse circa 1 centimetro.
Lavatele le mele, asciugatele, tagliate la calotta superiore e lasciatela da parte.
Affettate le mele nel senso della larghezza in fette spesse 1 centimetro circa.
In tutto vi serviranno 8 fette, con la polpa di mela avanzata potrete fare una macedonia oppure un’ottima torta!
Con un tagliabiscotti tondo (deve essere dello stesso diametro delle fette di formaggio) tagliate ogni fetta al centro.
Cospargete ogni fetta con lo zucchero e bruciacchiatela con il cannello. Avrete una patina lucida e trasparente, con un leggerissimo sapore di caramello, che bilancerà un poco l’acidità della mela.

Assemblaggio delle parti - fase finale!
Accendete il forno a 180°C.
Con un tagliapasta tondo icavate dallo strato di risotto 12 dischi grandi quanto le fette di mela.
Su una teglia ricoperta con carta da forno disponete 4 dischi di riso, sovrapponetevi una fetta di mela con al centro il formaggio.
Coprite con un altro disco di riso, poi di nuovo mela e formaggio e, per finire, riso.
Fate cuocere in forno per 10 minuti.
Sfornate e disponete una torre per piatto, completando con la calotta di mela e un ciuffetto di rosmarino.
Aggiungete qualche quenelle di pesto bianco per dare il tocco finale.

martedì, novembre 06, 2007

Blog di ferro!

Pubblicato da apprendistacuoca a 18:41 18 commenti
Sul blog kelablu domani avrà inizio la sfida tra noi foodblogger.
Si comincerà con adrenalina e...la sottoscritta!
tema: aridatece il risotto!
ingredienti da usare: un frutta fresca, una frutta secca e un formaggio a piacere.
giudice: nientepopodimenoche DAVIDE OLDANI!
AIUTOOOOOOO!!!!
Sono felicissima della sfidante che mi è toccata in sorte perchè la stimo molto (ormai mi sembra anche di conoscerla un po'...vero adre?) e perchè ci siamo segretamente sostenute in questi giorni. Senza barare, però! Non vi preoccupate!
Insomma, io mi sono divertita un sacco! Ho fatto 2 prove: la prima ricetta non mi soddisfaceva, la seconda è invece quella che ho spedito...vedremo!
In realtà l'unica cosa che mi mette soggezione è IL GIUDIZIO DELLO CHEF!

...Ma tanto domani devo partire per lavoro! Già, non potrò seguire la diretta della gara, non potrò vedere la foto e la ricetta di adrenalina fino a venerdì, credo...
Quindi se vi chiederete dove sarò finita, questa è la risposta.
Adre, in bocca al lupo!
Ciao a tutti!!

lunedì, novembre 05, 2007

Chic & Sweet

Pubblicato da apprendistacuoca a 11:07 30 commenti
Ieri ho fatto un giro alla rinascente con ben 2 obiettivi:
1. fare un giro (è già la seconda volta in una settimana) al nuovo food market del 7° piano...
2. comprare questi fichissimi stampini per biscotti che ho visto su elle!
Io ho un debole per gli stampini da biscotto, anzi sono quasi un feticcio...più sono strani meglio è! Il fondo l'ho toccato quando sono andata in brodo di giuggiole per un set di formine per biscotto-da-bicchiere (bellissimi, stampano biscotti da mettere sul bordo del bicchiere, come fossero fette di limone...). Per fortuna anna era con me e ha ragionevolmente placato il mio impulso all'acquisto ("basta che gli fai tu il taglietto, no?")
Ma questi stampini sono tutt'un'altra cosa... Non li ho ancora testati e già gli ho fatto un servizio fotografico...
Tra l'altro fanno parte di una linea creata apposta per le femminnuccie infiocchettatrici (e chi ha orecchie...) dalla Ballarini in occasione della settimana della moda. Io ho scoperto queste meraviglie solo ora, ma sono in perfetto tempismo per la letterina a babbo natale!

sabato, ottobre 27, 2007

Macaron in Milan!

Pubblicato da apprendistacuoca a 21:06 29 commenti
Per ora vi rimando solo al posto in cui l'ho comprato...

AGGIORNAMENTO POST: 2 novembre 2007

Contrariamente a quanto alcuni di voi hanno pensato, questo golosissimo bicchierino proviene dritto dritto, così com'è, dalla pasticceria Massimo di Milano, a due passi da casa mia.
La loro vetrina è probabilmente una delle poche davanti alla quale, invece di compiere l'involontario gesto femminile di controllare il mio riflesso, non resisto alla tentazione di lasciare i miei occhi liberi di fissare le prelibatezze che le varie mensoline infiocchettate a dovere propongono. In genere ho notato dolci ben strutturati che fin dalla semplice ed elegante decorazione permetteno di pregustare il sapore. Il loro cavallo di battaglia è una eccellente crostata al limone. Direte voi: embè? assaggiatela...poi mi direte!
Tornando invece a questo benedetto macaron, proprio nel bel mezzo di una delle mie occhiate alla vetrina, una sera sono riuscita a scorgere una fila di questi dolcetti francesi intorno ad una piccola torta graziosa, il cui aspetto suggeriva "caffè e cioccolato".
Entro e mostro la faccia più tosta che mi riesce e chiedo se per caso i macarons li fanno nel loro laboratorio e se è possibile avere a rigurdo qulache ripetizione. Gentilmente (e ovviamente!) la signora mi fa intuire che la cosa non s'ha da fare e che la maggior parte dei macarons che utilizzano arriva dalla francia. Loro li preparano solo nel caso di richieste particolari, nel caso qulache cliente faccia richiesta di colori diversi da quelli che hanno in fornitura.
Mh.
Per compesare la piccola delusione, la mia golosità ha ben pensato di non lasciarsi sfuggire almeno un piccolo assaggio...la torta mia pareva troppo, così ho scelto questo bicchierino che presumibilmente deriva dagli avanzi della farcitura della torta che già mi aveva sedotto. Oltre alla crema (strato giallo) cèera in effetti sia il caffè (in alto), che il cioccolato (in basso), più qulache pallina croccante qua e là. davvero gradevole!

Ovvio che ora il macaron è diventato ufficialmente la mia prima ossessione. PRIMA O POI CI RIUSCIRO'!

domenica, ottobre 21, 2007

Bimbi al lavoro!

Pubblicato da apprendistacuoca a 19:41 27 commenti
Ieri ho trascorso di nuovo il pomeriggio insieme ai bimbi con il corso per baby maitre patissier ed è stato stupendo! Io mi diverto un mondo, e quasi mi commuovo a osservare il lavoro di tutte quelle manine intente ad esprimere una creatività che ancora si sta formando, ma che è desiderosa di uscire allo scoperto e provare, provare, provare!
La foto che vedete risale alla prima giornata che abbiamo trascorso insieme. Qui le altre immagini.
(La fotografa è la mia amica Monica... ieri non c'era e io mi sono arrangiata con qualche scatto...più tardi sistemo le mie fotine modeste e le posto...)

venerdì, ottobre 19, 2007

Biscotti in bianco

Pubblicato da apprendistacuoca a 15:20 17 commenti
Biscotti senza uova al burro salato
Questa ricetta è uno dei miei classici più "antichi"... proviene da un libro di cucina illustrato che uso da quando avevo più o meno 10 anni. E' una frolla molto facile, che viene sempre friabile e con un sapore delicato, molto "lattoso", direi! Non prevede l'uso di uova, praticamente è un panetto di burro impastato con zucchero, farina e qualche goccia di latte! Una goduria, insomma!
Questa volta ho provato a usare il burro leggermente salato che ho trovato in vendita al pam, così, giusto per fare una piccola variazione sul tema e per testare un nuovo prodotto. I biscotti erano buoni anche in questa versione, solo che il burro, assaggiando l'impasto crudo, non mi ha particolarmente entusiasmato...dovrò fare un giro al Comptoire de france e decidermi a comprare un panetto di quelli seri!
Per 40-50 biscottini:
  • 175 g di farina
  • 100 g di burro salato a pezzetti
  • 50 g di zucchero
Impasta per bene gli ingredienti fino a quando non ottieni un composto omogeneo. Forma una palla e lasciala riposare in frigo per mezz'ora. Accendi il forno a 180°C.
Stendi la pasta con il mattarello dandole lo spessore di circa mezzo centimetro (a occhio eh!), fai le formine che preferisci e disponile sulla teglia (sempre imburrata o incartata!). Se ti è possibile metti la teglia in freezer per un paio di minuti. In questo modo i biscottini manterranno la loro forma durante la cottura.
Fai cuocere per circa 15 minuti o fino a quando non diventano lggermente dorati in superficie. Mi raccomando: prima di staccarli dalla teglia assicuratevi che si siano completamente raffreddati!
Se volete ricoprirli di zucchero come ho fatto io, vi basterà spennellarli con un po' d'albume leggermente sbattuto e fargli fare un tuffo in una ciotolina in cui avrete versato un pochino diu zucchero. Lasciate seccare l'albume per farli incroccantire e poi mordicchiateli in libertà!
Il bicchiere di latte che vedete nella foto è un piccolo suggerimento...

mercoledì, ottobre 17, 2007

Torta madera con glassa al mandarino

Pubblicato da apprendistacuoca a 17:21 21 commenti
Questa è una torta classica, che si presta a infinite varianti. Io ho optato per una versione semplice: ho assecondato il profumo agrumato (?) dell'impasto con una semplice glassa di zucchero e succo di mandarino.
Volendo si potrebbe fare di tutto: sostituire parte della farina con il cacao, aggiungere nocciole, noci, mandorle, frutta candita...oppure ricoprire e farcire con una ganache o una crema...e chi più ne ha più ne metta!
La tradizione di questa ricetta proviene da questo puntino dell'europa, io però ho seguito il procedimento proposto in un libro che ho sul mio scaffale.
  • 180 g di burro
  • 185 g di zucchero
  • 3 uova sbattute
  • 165 g di farina autolievitante setacciata
  • 2 cucchiaini di scorza grattuggiata di limone o arancia
  • 1 cucchiaino di succo di limone o arancia
Accendi il forno 160°C.
Sbatti il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso, poi aggiungi gradualmente le uova.
Unisci tutti gli altri ingredienti e quando l'impasto è omogeneo stendilo in una tortieradi 18 cm di diametro o in uno stampo da plum cake, livellandolo per bene in superficie.
Fai cuocere il dolce in forno per un'ora, fallo raffreddare e poi...fanne ciò che vuoi!

martedì, ottobre 09, 2007

Soffice muffin ai 3 profumi

Pubblicato da apprendistacuoca a 14:01 42 commenti
Il soffice...
  • 140 g di farina300 g di zucchero250 ml di panna fresca
  • 75 g di burro a temperatura ambiente
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
e i 3 profumi...
  • 10 g di scagliette di cocco
  • 1 cucchiaino di cannella (esattamente la quantità nella foto!)
  • 5 o 6 capsuline di cardamomo (vedi foto)
Accendete il forno a 180°C.
Lavorazione molto semplice nel mixer: prima si da una frullatina a zucchero, lievito farina e spezie (per il cardamomo: rompete le capsuline chiudendole in un canovaccio pulito, poi date un colpetto con un pestacarne o un martelletto, in modo da romperle senza sbriciolarle. Recuperate i semini all'intermo della capsula).
Aggiungete burro, panna e uovo (non serve montare l'albume), mixate e riempite 9 o 10 stampini.
Infornate per 20-25 minuti.
Rimangono sofficissimi e mooolto profumati! Sono ottimi con il caffè della mattina ma anche per spezzare la fame del pomeriggio.
I colori del set fotografico li ho scelti proprio perchè evocati dal sapore di questi dolcetti: sarà per via del cardamomo, che è fesco e allo stesso tempo molto prezioso, ma io ho pensato proprio al verde e all'argento baroccheggiante (ma forse questo è l'effetto della cannella...)!

lunedì, ottobre 08, 2007

Mai nessun ci* dividerà...

Pubblicato da apprendistacuoca a 15:08 25 commenti
Fudge al cioccolato
Sono di nuovo qui!!!
In questi giorni di assenza dal blog ero affaccendata nei preparativi del corso di pasticceria per i bimbi previsto per lo scorso sabato da Kitchen. Come mi sono divertita!!! Tra poco vi racconterò per bene il pomeriggio con qualche bella fotina scattata dalla mia amica Monica...pazientate un pochino che sistemiamo bene il reportage!

Dunque dunque dunque... Vi ripropongo ora l'ennesima ricetta iper-calorica-cioccolatosa, perfetta per i più pigri che oggi non hanno poi così tanta voglia di mettersi a cucinare ma che desiderano avere qualcosa da mettere sotto i denti, che possa anche portare conforto in queste giornate quasi fredde. (Qualsiasi riferimento a fatti o persone relamente esistenti NON è puramente casuale...).
  • 500 g di cioccolato fondente (meglio se con alta percentuale di cacao)
  • 1 lattina di latte condensato zuccherato
  • 75 g di burro
Spezzettate il cioccolato e unitelo in una casseruola al burro e al latte. Fate fondere il tutto a fuoco basso mescolando continuamente. Spegnete quando il composto è omogeneo e state mattenti che non arrivi ad ebollizione.
Versate e livellate il pastone che avete ottenuto in una teglia rettangolare (io ho usato quella in ceramica in cui di solito faccio le lasagne) leggermente unta. Il suddetto pastone avrà una divertentissima consistenza...gommosa, direi. Se amate come me il cioccolato vi divertirete un mondo a giocarci in questa fase della preparazione!
Mettete la teglia in frigo fino a quando il fudge non si sarà solidificato, quindi tagliatelo in tanti piccoli quadratini.
Conservateli in frigo in un contenitore ermetico. Può durare così anche per un mese. Ovvio che io lo secco prima!

* Come avrete capito il titolo di questo post è tratto dalla canzone dei 3 porcellini che fanno capolino nella foto, tuttavia esso si riferisce anche al rapporto che lega indissolubilmente l'apprendistacuoca al cioccolato...

giovedì, settembre 27, 2007

Favole moderne

Pubblicato da apprendistacuoca a 15:01 29 commenti
Dopo la faticaccia del MeMe, posto un paio di cosucce che ho fatto ieri insieme alla mia sorellina.
SHREK e Ciuchino nella palude verde
Questa la prima creazione: si tratta di una delle mie solite tortine di pan di spagna, in questo caso farcita di crema al lmone. In effetti è molto molto semplice ma il risultato è da paura, grazie soprattutto alla crema al burro verde.
  • 50 g di burro ammorbidito
  • 40 g di zucchero a velo
  • colorante in gocce
Vi basterà mischiare, spalmare sulla torta poi, volendo, si può increspare la superficie con i rebbi di una forchetta. Completate con le decorazioni che preferite (io sto scoprendo che le sorpresine degli ovetti kinder e delle confezioni di merendine possono aprire nuovi orizzonti...) e conservate la torta in frigo fino al momento di servire.
Tortina cifrata
La "C" che ci vedete scritta sopra non è ovviamente la "C" di cifrata, ma la "C" di Cecilia, la mia sorellina. Pure questa è una tortina di pan di spagna, stavolta ripiena di panna montata e confettura, ma a differenza della precedente è decorata usando la pasta di zucchero. Ho trovato la ricetta sul blog di Nightfairy che ci ha fatto delle cosine meravigliose. Io e Cecilia abbiamo fatto solo un piccolo esercizio di riscaldamento...c'è ancora qualche pallina di pasta in frigo, qualcosa ne ricaveremo!
  • 450 g di zucchero a velo
  • 50 g di glucosio (io ho usato il golden syrup)
  • 30 ml d'acqua
  • 5 g grammi di colla di pesce
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda, strizzarla e poi farla sciogliere in un pentolino insieme ai 30 ml d'acqua. Non deve bollire, perciò spegnete appena la vedete dissolversi.
Versate questo liquidino nel robot da cucina, nel quale avrete già versato gli altri ingredienti. Mixate fino a quando non avrete ottenuto una pasta modellabile.
Io ho dovuto aggiungere ancora un po' di zucchero a velo prima di ottenere un impasto consistente. Ho fatto la pasta bianca e poi ho aggiunto i coloranti insieme ad un altro po' di zucchero. Lavorarla è un piacere, anche perchè la si riesce a stendere sottile sottile, sempre con l'ausilio dello zucchero a velo, un po' come se fosse farina!
Per stenderla su una torta vi converrà prima spalmare il dolce con della panna montata, della crema o della marmellata, in modo che la pasta possa aderirvi più facilmente e refrigerandosi non rimanga troppo secca, anche nel rispetto del vostro palato!
Il golden syrup è stato un esperimento andato a buon fine! Si può provare anche con il miele, ma a mio parere ha un sapore troppo pronunciato, mentre lo sciroppo è dolce e basta e non da nessun problema nè sul bianco nè sul colore.
Le lettere e i puntini li abbiamo fatti con la ghiaccia: zucchero a velo (ve ne servirà un bel po', già!), albume e limone.

MeMe: 8 cose che mi riguardano

Pubblicato da apprendistacuoca a 12:48 16 commenti
Su invito di adrenalina, gaia, k, nightfairy e scrapucina, rispondo anch'io al MeMe che sta facendo il giro della blogosfera.
E ora che vi racconto???
Vabbe', ci provo...
  1. In questi giorni sto aspettando che alcune questioni che riguardano la mia vita raggiungano un punto di definitività... staremo a vedere! (Più avanti vi spiegherò meglio, ora la butto lì giusto per creare un po' di suspense...).
  2. Lo sapevate che è stato proprio grazie a questo blog che pian piano è venuta fuori la mia vocazione di pasticcera?? Ci sono state certo altre circostanze che hanno favorito di fare i miei passi lungo questa strada, ma senza Delizia non avrei scoperto quanto mi piace passare le mie giornate tra uova, burro, farina, CIOCCOLATO e via dicendo...
  3. Penso che terrò lo pseudonimo di apprendistacuoca ancora per un bel pezzo! Ci sono affezionata, anche visivamente, e poi io voglio ancora imparare, imparare, imparare! Comunque se mi chiamate delizia o giulia sono contenta lo stesso, eh!
  4. Per anni ho fatto da personal coiffeur ad amici e famigliari. Ogni tanto tagliuzzo ancora qualche ciuffo...solo che siccome ad un certo punto pefino l'aspirapolvere si rifiutava di raccogliere i capelli alieni sparsi per casa, ho capito che forse era meglio dedicarmi alla cucina e basta...
  5. Io e la mia sorella di mezzo viviamo, o meglio, dormiamo in una sorta di depandance di casa nostra. Un po' come in America, quando i garage vengono trasformati in mini-appartamenti per i figli più grandi. L'IKEA ha permesso di farci dei miracoli qui dentro (qui perchè mi ci trovo ora)... io ne vado fiera! E' tutta bianca e rosa pesca...
  6. Con Milano, la mia città, ho un rapporto appassionato. Criticatela quanto volete, avete anche ragione, forse. Io però non riesco a farne a meno. So che è folle, ma anche quando vado in vacanza, dopo un po' ne sento la mancanza! Milano è una città da scoprire, da percorrere a piedi con calma, a differenza di quanto fa normalmente la gente che ci vive. Bisogna perdersi per le strade di Milano e guardare gli scorci e le prospettive che spesso inaspettatamente offre, e poi scoprire che non ci si è smarriti ma che, per non si sa quale motivo o logica urbanistica, si è tornati al punto di partenza.
  7. Quest'estate sono stata in pellegrinaggio in Polonia, in uno dei santuari più cari a papa Giovanni Paolo II. Ho percorso insieme ai miei amici 150 km a piedi in 6 giorni, da Cracovia a Czestochowa, dove al santuario di Jasna Gòra, si trova l'immagine miracolosa della Madonna Nera. Dormivamo in tenda e mangiavamo scatolame. Ho camminato circa otto ore al giorno per 6 giorni e non rieso ancora a capire come ho fatto ad arrivare fino in fondo!
  8. L'ultima cosa che vi dico è fresca fresca! Oggi sull'inserto TUTTO MILANO di Repubbublica hanno pubblicato un trafiletto dedicato ai miei corsi di pasticceria per i bimbi!!! E c'è anche il mio nome, che emozione!!!!
Visto che il MeMe ha già fatto il giro del mondo evito di fare le mie 8 nomination...se qualcuno si vuole cimentare sappia che io non lo ostacolerò!

mercoledì, settembre 26, 2007

Roberta Schira e i suoi libri "strani"

Pubblicato da apprendistacuoca a 11:17 17 commenti
Roberta Schira è una che scrive libri strani. Uso la parola "strani" non tanto per indicare una perplessità che potrebbe essere soggettiva rispetto ai suoi testi. No no, sono strani perchè sono oggettivamente originali.
Il suo primo successo è stato L'amore goloso - con lo zampino di Allan Bay. La prima stranezza qui riguarda proprio l'oggetto libro: ci sono lato a e lato b, due copertine per due generi di lettori. C'è la parte scritta per le donne e, capolvegendo e girando il libro, la parte per gli uomini.

Sottotiltolo A: come sedurre LUI a tavola.Sottotitolo B: come sedurre LEI a tavola.Già una simile struttura promette bene, e in effetti andando a sfogliare le pagine ci si trova a sorridere (se non a ridere di gusto...) per il tono spiritoso (ma anche da esperta psicologa!) con cui Roberta descrive le possibili tipologie umane e i conseguenti espedienti culinari per far breccia nei loro cuori. L'insieme è ovviamente corredato da una gran quantità di ricette, alcune molto raffinate, altre semplici, e altre ancora più goduriose, tutte raccontate con sapienza, chiarezza e passione. Io ne ho utilizzate alcune solo per gola, mai per un partner purtroppo...
Evitando d'inserire il dito nella (mia) piaga, passerei a parlarvi del nuovo libro di Roberta, che ho appena finito di leggere: Piazza Gourmand.Anche qui, subito una stranezza: sulla copertina si legge (purtroppo nell'immagine non si vede, ma sulla mia copia sì, lo giuro!): "romanzo culinario". Romanzo culinario??? L'originale qui, soprattutto rispetto al panorama letteriario italiano, è il genere del romanzo. Voglio dire, non si tratta di un romanzo sentimentale in cui si parla tanto di cibo, come poterbbe essere per Chocolat, dove amore e cibo sono su due piani paralleli, quasi a evocare una continua metafora. In Piazza Gourmand il cibo è invece la chiave di lettura per entrare nelle vite dei personaggi. Anzi, è quasi come se l'esperienza culinaria - o, in generale, l'esperienza del gusto - fosse protagonista e al tempo stesso punto di unità in un intreccio di storie umane. Così scrive Roberta nella breve introduzione al romanzo:
Vittima di una fissazione per il cibo e di uno sfrenato voyeurismo intellettuale, mi ostino compulsivamente a spiare le vite deglia altri dal buco della serratura.
Ho riunito queste due passioni diaboliche in un romanzo in cui i personaggi hanno qualcosa in comune, cioè il cibo: cibo-amore o cibo-ossessione, cibo che cura o cibo che uccide.
Così, se qualcuno* prima di me sentiva che dietro una certa frase c'era una storia che voleva essere raccontata, nello stesso modo oggi io sento che dietro quel piatto, quel sapore, quell'ingrediente c'è un personaggio o uno spaccato di realtà che chiede di prender vita, di essere narrato.
Questo libro è una storia di storie, di intrecci e causalità, di personaggi che si perdono e si ritrovano, di oggetti dimenticati e di fantasmi che ritornano.

Piazza Gourmand è un romanzo culinario.

Roberta Schira

*Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi, Torino 2002.


E così, tante sono le storie in cui ci si imbatte, tante sono le ricette che le accompagnano. Altra stranezza: le ricette le racconta l'autrice in prima persona, quasi come se alla fine di ogni capitolo volesse fermarsi a dialogare con il lettore su quel dettaglio - il gusto - che lo riguarda direttamente, coinvolgendolo così ulteriormente nella vicenda. Come dare altrimenti sapore a queste storie?
E comunque si tratta di Roberta Schira, voglio dire, mica una gastronoma qualunque. Aspettatevi perciò letture culinarie d'alto livello, sia informativo, che, come dire?...gustativo!
Per chiudere vi lascio un assaggio: è tratto dalla storia di Pierre, che un tempo era un grande chef parigino, ora è un clochard un po' anomalo...
L'anno prima aveva venduto il suo prezioso Van Cleef a un pusher di colore alla Gare du Nord. E come si arrabbiava, quando gli chiedevano come facesse a cucinare senza orologio! "Naso, orecchie, occhi, dita" rispondeva, ecco come si capisce se un piatto è perfetto".
E cuore, aggiungeva tra sé.

martedì, settembre 25, 2007

Cheesecookies

Pubblicato da apprendistacuoca a 12:12 20 commenti

Si tratta di una di quelle ricette fatte seguendo l'istinto e la memoria. Diciamocelo: sono andata un po' a naso. A caso non direi, perchè ho seguito una certa logica, ma non mi sono rifatta ad una ricetta tradizionale di cheesecake. Innanzitutto volevo proprio che la base fosse dello stesso spessore della crema, perchè mi sembrava un volume più adeguato alla versione cookie di questo dolce. In realtà sono golosissima della base del cheesecake, è la parte che più mi piace! Poi ho usato la ricotta e non il philadelphia, come vorrebbero i puristi...ma ho preso ispirazione da questo post di Micky.
Vi chiederete: ma che bisogno c'era di ritagliare tanti biscottini dalla torta, quando sono già belle e comode delle semplici fette?
Risposta: è una questione psicologica. La fetta mi da l'idea di poter gustare solo una parte di qualcosa che è molto più vasto...in poche parole, una fetta tira l'altra. Il biscotto invece è una unità in sè compiuta. La sua essenza (almeno al momento della presentazione) non dipende da un'entità più grande, perciò mi permette di (illudermi di) fare un'esperienza gustativa completa.
Sì, sono pazza e non tutto fila proprio liscio in questo ragionamento, ma fidatevi: la mia testa e il mio stomaco, quando si cimentano sullo stesso spicchio di realtà, funzionano così...
D'altra parte ci dovrà pur essere un motivo se ho deciso di fermarmi al triennio di filosofia e andare invece a far la pasticcera, no?
per la base:
  • 1 confezione di biscotti tipo digestive (250 g)
  • 100 g di burro
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo
  • 3 cucchiai di golden syrup
sbriciolate, anzi polverizzate i biscotti, poi mischiateli insieme al burro fuso e agli altri ingredienti, poi pigiate questa poltiglia sulla base (rivestita con carta da forno) di uno stampo da torta con cerniera da 24 o ppure 26 cm di diametro. Livellate bene facendo pressione con un cucchiaio la superficie, poi tenete in frigorifero mentre preparate la crema.

per la crema:
  • 400 g di riccotta
  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero di canna grezzo
  • 3 cucchiai di golden syrup
  • succo di 1 limone
  • scorza grattuggiata di 1 limone
Accendete il forno a 170°C.
Mescolate in una ciotola capiente tutti gli ingredienti. Nessun particolare accorgimento. O almeno, io non mi sono nemmeno preoccupata di montare i tuorli con lo zucchero!
Versate la crema sulla base raffreddata e mettete la torta in forno per 40-45 minuti.
Fate raffreddare a temperatura ambiente, sformate il dolce e tenetolo in frigo per un'oretta prima di mangiarlo.

Voi, che siete normali, tagliatelo a fette...

PS: Siccome nel mio post precedente Alex ha lasciato un commento che mi ha fatto sorridere, ho deciso di ispirarmi alla sua intuizione per le foto della presentazione!

mercoledì, settembre 19, 2007

Torta o bouquet?

Pubblicato da apprendistacuoca a 23:03 61 commenti
Ieri mi sono proprio divertita! Credo di aver tirato fuori dall'archivio inconscio delle mie ispirazioni alcuni elementi che vi risiedevano da parecchio tempo. Stamattina questi elementi hanno raggiunto il livello della coscienza grazie a un commento di uovosodo, che mi ha fatto ricordare di questa sua creazione meravigliosa, moolto simile alla mia! Poi mi sono accorta di aver esaudito il mio desiderio di sentirmi così: (ho rivisto il film giusto l'altroieri...).
L'altro desiderio esaudito è quello di esser riuscita a riprodurre la banda di cioccolato che per la prima volta ho visto nel libro Chocolat di Trish Deseine.
La stratificazione del dolce la vedete nella foto qui sotto:
Una cosa interessante è che la confettura ai frutti rossi che ho usato si chiama Delizia...vabbè...
Una cosa che non si vede, invece, è che per bagnare il pan di spagna ho usato una bagna al limone, limoncello e roselline, che rinfresca e profuma molto la tortina. Basta portare a ebollizione una tazza d'acqua con delle scorzette di limone non trattato e 2 cucchiaini di zucchero. Quando bolle bisogna togliere dal fuoco e aggiungere mezza tazzina di limoncello e 2 o 3 boccioli di rosa da infuso. Coprite e lasciate raffreddare completamente. Quando il vostro pan di spagna sarà pronto per essere montato, spennellate ogni strato con la bagna prima di spalmarci la farcitura.
Per la farcitura potete fare come vi pare, ovviamente! Uovosodo suggeriva di sostituire la confettura di frutti rossi con una confettura alla rosa. Fate vobis (è una cosa che dice sempre mia nonna)!
Veniamo ora alla banda di cioccolato.
  1. Preparate per lavorare una superficie piana e pulita (un piano in marmo, in acciaio...ma anche il tavolo della cucina, su cui però vi consiglio di stendere e fissare uno strato di carta da forno).
  2. misurate l'altezza e la circonferenza della torta montata e create con la carta da forno o con un foglio di acetato una striscia un po' più alta e un po' più lunga rispetto alle misure prese sul dolce.
  3. Fate fondere il cioccolato (microonde, bagnomaria...come preferite!). Per 2 bande della misura della foto mi è bastata giusta giusta una tavoletta da 100 g.
  4. Stendete bene la striscia di carta sul piano di lavoro, poi versatevi il cioccolato e spalmatelo con una spatola in modo da creare uno strato unifermo e non troppo sottile. Il mio non era proprio uniformissimo, io ho cercato di non superare i 2 mm...
  5. Lasciatelo raffreddare FUORI DAL FRIGO.
  6. Quando tastandolo con il ditino non fa più i fili, ma rimane solo una leggera improntina sulla banda, sarà pronto per essere avvolto intorno alla torta.
  7. Appiccicatelo al bordo della torta lasciandolo attaccato alla carta (anche perchè non riuscireste ancora a staccarlo). E' indispensabile che i bordi della torta siano stati spalmati con un po' di farcitura. Io ho usato la panna con la confettura.
  8. Fate aderire bene la vostra banda e tagliate con precisione il punto della giuntura.
  9. A questo punto METTETE IN FRIGO.
  10. Nel giro di 5 (10, se volete essere proprio sicuri) minuti il cioccolato sarà solido e riuscirete a staccare facilmente la carta.
A questo punto potrete decorarla come più vi piace! Io Ho usato panna montata non zuccherata e rose vere, ma poò essere molto carino anche un abbinamento di fiori e frutta!

martedì, settembre 18, 2007

CoccoCiocco cupcakes

Pubblicato da apprendistacuoca a 12:28 23 commenti
Ecco qui altri piccoli dolcetti un po' american style in perfetta linea tematica con il logo e l'anima di questo blog!
"CoccoCiocco" è il nome di battesimo di queste cupcakes. Ho creato un neologismo che lasciasse sì intuire il gusto del bocconcino (già, cocco e cioccolato! bravi!), ma che allo stesso tempo evocasse lo scopo della sua preparazione: coccola!
Bèèèèèè, in effeeeeetti con ingredienti simili mi sono proprio dovuta spremere le meningi per arrivare a questo nome...
La ricetta base è sempre la solita di Trish e ogni volta ne riconfermo la perfezione!
  • 125 g di zucchero
  • 125 g di burro ammorbidito
  • 100 g di farina
  • 3 uova
  • 25 g di cacao amaro
  • 1 cucchiaino e 1/2 di lievito
La variante al cocco è mia: basta aggiungere all'impasto 1 cucchiaione di cocco disidratato in polvere.
Tutto nel mixer, poi negli stampini (riempiendoli per 2/3 della capienza), poi in forno a 190°C per 15 minuti.
Infornati i dolcetti, cominciate a preparare il ripieno e la copertura. Trattasi di una ganache fondente, è semplicissimo:
  • 150 g di cioccolato fondente a pezzetti
  • 150 ml di panna fresca
Fate scaldare la panna in un pentolino. appena incomincia a bollire levatela dal fuoco e versatela sul cioccolato a pezzetti. mescolate fino a quando non avrete ottenuto un composto omegeneo e lucido. Lasciatela in frigorifero per una decina di minuti
Sfornate i muffins e lasciateli raffreddare, una volta freddi regolateli in superficie, in modo da avere delle belle calotte tonde (il più possibile, almeno!), poi, con l'aiuto di un coltellino appuntito, formate una piccola cavità al centro.
In questo buchino dovrete versare la ganache. Mettete i dolcetti farciti in frigo, in modo che il ripieno possa ulteriormente raffreddare, solidificandosi leggermente.
La ganache che avanza dovrà poi tornare in frigorifero per altri 10 minuti. Trascorso questo tempo potrete montarla, diventerà "ciuffosa" e morbida e potrete spalmarla failmente sulle calotte dei dolcetti.
Preparate poi un piatto o un vassoio su cui versare le scagliette di cocco. Poi fate un po' come per le cotelette: passate le calotte cioccolatose nel cocco, premendo quanto basta per fare aderire bene i pezzettini alla ganache.
Conservate le cupcakes in frigo, ma tiratele fuori qualche minuto prima di servirle, altrimenti saranno un po' troppo freddine.
Vi metto la foto della sezione di una CoccoCiocca così vi rendo meglio l'idea di cosa proverete al momento dell' addentaggio...altre foto con i vari passaggi qui.

sabato, settembre 15, 2007

Choco Chip Muffins By Nigella

Pubblicato da apprendistacuoca a 16:39 28 commenti
La ricetta l'ho presa direttamente dal video qui sotto, sebbene nel web se ne possano trovare varie versioni anche tradotte. Diciamo che ho preferito affrontare una sfida con me stessa (e il mio inglese...).

secchi:
  • 1 + 3/4 cup di farina
  • 1 + 3/4 cup di zucchero
  • 2 teaspoon di lievito
  • 1/2 teaspoon di bicarbonato di sodio
  • 2 tablespoon di cacao ammaro in polvere
  • vaniglia o al massimo vanillina (lei a dire il vero usa l'estratto insieme ai liquidi)
  • gocce di cioccolato
liquidi:
  • 1 cup di latte
  • 1 cup di olio vegetale (io ho usato un buon olio di oliva)
  • 1 uovo
Avrete già capito che le misure di riferimento sono le Cups americane. Chiarito questo dettaglio non mi resta che ndire un'altra ovvietà: miscelare secco con secco, liquido con liquido e poi versare i liquidi nei secchi. Magari prima di cominciare guardate con che stile lo fa lei...

Altra chicca che si nota nel video: per porzionare l'impasto usa un dosagelato...geniale! Nigella suggerisce poi di aggiungere qualche goccia sulla superficie dei mufins prima d'infornare.
Veniamo alla cottura...Mi perdo sempre tra calcoli vari nel fare le proporzioni tra gradi Farenaith e Celsius, così ho fatto di testa mia (pricipio tendenzialmente sbagliato, in pasticceria soprattutto!)e ho provato a cuocere per 12 minuti a 170°C. Sono venuti buoni, solo che non rimangono belli gonfi come vorrei e nel video non si vede il risultato finale...qualcuno ha suggerimenti?


Ah, Nigella...

Pubblicato da apprendistacuoca a 16:16 9 commenti
Non riesco a smettere di guardare questo video, mi rilasso solo a osservare le sue manine sante all'opera! Non si può non desiderare di riprodurre le sue creazioni, sono così appetitose, attraenti, profumate...e lei sembra così felice mentre le prepara...

giovedì, settembre 13, 2007

Pasta remix

Pubblicato da apprendistacuoca a 12:32 16 commenti
Più che vere ricette sono due esperimenti, perciò piuttosto che snocciolare dosi e procedimenti, preferisco raccontarvi la loro genesi.
Foto a sinistra
La mia sorellina quest'anno ha cominciato la scuola media, il che significa principalmente 2 cose: 1) lei diventa grande, io invecchio; 2) niente più mensa per lei, per lei ora cucino io!
Cecilia (è il suo nome) al contrario dell'apprendistacuoca è un fuscellino di ragazzina che più che mangiare spizzica, fatta eccezione forse per alcuni must della sua dieta, come ad esempio i crostini di pane.Questa pasta è nata per lei, come accozzaglia di cose di cui è disposta ad abbuffarsi (crostini di pane, tonno, pomodorini, basilico e menta), ma è stata apprezzata da tutta la famiglia Marson. A pranzo l'abbiamo mangiata calda e abbiamo apprezzato il contrasto tra la ruvidità dei crostini e la viscidità dei pomodorini, a cena Cecilia si è spazzolata l'avanzo direttamente dal tapperware fresco di frigorifero. Per fare una prova ho infilzato qualche penna con la mia forchetta e ho potuto notore che il condimento è gradevole anche freddo, probabilmente perchè menta e basilico hanno avuto tutto il tempo di rilasciare il loro profumo.
Foto a destra
Questo è un esperimento che ho fatto per recuperare l'avanzo di una spaghettata di peperoni, aglio e acciuga (leggero, no?). Ho semplicemente pigiato gli spaghetti sul fondo di uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno e ci ho versato sopra 5 uova sbattute con un pochino di latte. Siccome non è proprio la cosa più digeribile del mondo consiglio di servirlo in tanti piccoli quadratini come antipasto, magari insieme a qualche pezzetto di mozzarella di bufala e un filo d'olio al basilico. Ah, è decisamente più gradevole se è appena tiepido.

lunedì, settembre 10, 2007

Meringa e mini-pavlova

Pubblicato da apprendistacuoca a 17:53 22 commenti


Per la meringa ho usato la ricetta di Kitchen-MarieClaire, perchè mi sembrava un buon compromesso tra la meringa semplice (albume montato + zucchero a velo) e la meringa italiana (albume + sciroppo di zucchero) in mancanza di un termometro da zucchero...
  • 3 albumi
  • 175 g di zucchero
Accendete il forno a 150°C.
Scaldate a bagnomaria (l'acqua deve già essere bollente) l'albume e lo zucchero in modo da far sciogliere lo zucchero ed intiepidire il composto. Con mia sorpresa sono bastati circa 3 minuti!
Montate con la frusta elettrica fino a quando non avrete ottenuto una meringa soda.
Sulla teglia rivestita di carta da forno formate dei ciuffetti con la sac-a-poche, oppure dei mucchietti con un cucchiaio. Se volete fare anche voi le pavlovine evitate di fare mucchietti troppo alti, perchè tanto si gonfieranno in forno.
Infornate per 45', poi spegnete il forno, aprite lo sportello e lasciate raffreddare le meringhe lì dove stanno.
Addentatene una oppure passate alla ricetta successiva:

Per le pavlovine:
  • 200 ml di panna fresca
  • 1 confezione di mirtilli (o frutti di bosco)
  • 2 cucchiai di zucchero
  • mezzo cucchiaino di scorza di limone grattuggiata
Scegliete i mirtilli più belli e teneteli da parte per la decorazione, l'altra metà frullatela insieme allo zucchero e al limone.
Montate la panna ben ferma e unitevi il frullato di frutti di bosco.
Siccome non avevo voglia di armeggiare nuovamente con la sac-a-poche (devo decidermi a comprarne una seria perchè quelle piccine di plastica cominciano a darmi i nervi!), mi sono ricordata di un'idea astuta di Nigella: mi è capitato di vederla usare il DOSAGELATO per porzionare l'impasto per muffins nei pirottini. Io ho usato questa tecnica per fare delle cupolette di panna sulle meringhe. E' stato un lavoretto pulito e veloce!
Decorate a piacere con frutti di bosco e foglioline di menta, se le gradite.

Un'idea: ho provato a tenere un paio di pavlovine in freezer per un'oretta. Ne sono usciti 2 graziosi mini-semifreddi!

venerdì, settembre 07, 2007

Cake stylist

Pubblicato da apprendistacuoca a 18:02 27 commenti
Questa simpatica signora occhialuta altri non è che Sylvia Weinstock, ovvero colei che è stata definita "il leonardo da Vinci delle torte". Semplicemente geniale. Le sue opere sono il frutto di un accurato lavoro, così minuzioso che solo un'artista poliedrica come lei può garantire. Sylvia è chef (le sue torte sono famose anche per essere buone!), decoratrice, scultrice...in una parola cake stylist (non trovate che il termine abbia un suono meraviglioso?). Ognuna delle sue richiestissime Wedding Cakes viene "disegnate su misura", rispetto ai gusti e alle esigenze del cliente, esattamente come un abito!Quando vedo torte di questo genere penso sempre alla persona incaricata di farle a fette (che macabra immagine)...io non ne avrei il coraggio!

www.sylviawinstock.com
about Sylvia Weinstock
intervista a Sylvia Weinstock

mercoledì, settembre 05, 2007

Delizia incontra...

Pubblicato da apprendistacuoca a 12:03 16 commenti

martedì, settembre 04, 2007

Villa Oliva e il vino cotto

Pubblicato da apprendistacuoca a 18:03 15 commenti
Panna cotta con gelatina di vino cotto
Ho trascorso le ultime settimane di agosto nelle Marche, a Civitanova Marche per la precisione. Anzi, volendo proprio essere pignoli mi trovavo nella campagna che circonda il bellissimo borgo di Civitanova Alta.






Dal giardino della casa nelle giornate limpide potevo vedere il mare, i paesini nelle vicinanze, i morbidi pofili delle colline, fino a scorgere all'orizzonte le vette dell'appennino. C'è da dar ragione a Giacomo Leopardi! Come c'ha visto bene da dietro quella siepe...
Tra le tante prelibatezze che appartengono alla tradizione marchigiana, una in particolare ha ispirato le mie sperimentazioni culinarie - e qui lascio un attimo tra parentesi la mia nuova passione scoppiata per quella goduria della crema fritta...ho giurato a me stessa di mangiarla almeno una volta a setimana! - : si tratta del vino cotto della vigna di nonno Mondo (è il nonno della mia amica Angela di cui ero ospite... Angie non arrossire!). Il sapore del vino ricorda il passito o il marsala e mi ha sorpreso constatare che in questa zona non viene usato per la cucina e si usa solo servirlo a fine pasto, oppure con i cantucci come si fa in Toscana con il vin santo. Io invece ci ho profumato pure le scaloppine! (Non me ne vogliano i marchigiani...)
L'esperimento di cui sono più fiera è quello che vedete nella foto. Semplicissimo ma molto particolare.
per la panna:
  • 300 ml di panna fresca
  • 1 bicchiere di latte
  • 75 g di zucchero
  • 3 fogli di colla di pesce
Mettete i fogli di gelatina a bagno in acqua fredda, poi unite gli altri ingredienti in una casseruola. Appena la panna comincia a bollire spegnete il fuoco, strizzate i fogli di gelatina e metteteli nella casseruola. Mescolate bene poi versate negli stampini.
Lasciate raffreddare in frigo per 3 ore circa.

per la gelatina di vino cotto:
  • 125 ml di vino cotto
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 foglio e mezzo (anche 2!) di colla di pesce
Come prima: i fogli di gelatina a bagno e il resto sul fuoco. fate bollire un paio di minuti poi unite la gelatina strizzata. Mescolate e versate negli stampini sopra alla panna già fredda. La sciate raffreddare per un paio d'ore in frigo.
Questa è invece Villa Oliva, la casa in campagna del nonno di Angela. Non pensate che questo scatto ricordi questo quadro di Magritte?
 

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